Progetto di circonvallazione di Agno e Bioggio

Mobilità del Luganese: occorre avere  più coraggio

Opinione Liberale, 28 ottobre 2016 

La decisione del Dipartimento del territorio di voler effettuare «ulteriori verifiche interne» sul progetto della circonvallazione di Agno e Bioggio ha scatenato polemiche che hanno messo in luce una volta di più i problemi legati alla mobilità nel Luganese, e nel caso specifico nel Malcantone. La problematica «traffico» non lascia scampo (il Mendrisiotto ne sa bene qualcosa), richiede sempre più attenzione e variabili strategiche in grado di assicurare la sostenibilità ai sistemi urbani. In questi anni il PLR si è fatto promotore di molteplici proposte come ricorda Paolo Pagnamenta che interviene sul tema unitamente a Thierry Morotti e a Fabio Schnellmann.

Avrebbe dovuto essere già in cantiere (secondo i piani) ma rischia invece di slittare di altri 15 anni. Il progetto di circonvallazione Agno-Bioggio ha subito una frenata d’arresto, il perché lo ha spiegato il ministro Zali (dopo giorni di silenzio) sulle pagine del Mattino non direttamente ai sindaci interessati. L’esame dipartimentale del progetto avrebbe evidenziato delle criticità: ad essere in discussione non è l’intero tracciato ma la parte centrale, quello che divide i Mulini di Bioggio e attraversa per due volte il fiume Vedeggio.  «Non vi è nulla di male nel riconoscere che a 20 anni di distanza può esistere una soluzione migliore rispetto a quella di un compromesso, di cui nel frattempo si è perso di vista il senso alla luce delle mutate circostanze». Non è però di questo avviso la Commissione regionale dei trasporti del Luganese che difende un progetto fondamentale per la regione. Alla trasmissione Modem, questo mercoledì mattina, in un faccia a faccia con Claudio Zali, Giovanni Bruschetti ha lamentato tre anni di silenzio sulla questione da parte del Dipartimento del territorio,  senza nessun preavviso né al Gran Consiglio (che ha concesso un credito di 135 milioni), né alla Commissione regionale dei trasporti e ai suoi 47 Comuni (che per il Piano dei trasporti del Luganese e la circonvallazione erogano oltre 10 milioni l’anno). Un voltafaccia dopo 25 anni di discussioni che non è piaciuto nemmeno ai  sindaci del Malcantone e nemmeno al PLR che in un comunicato congiunto con il PPD ha ricordato: «numerose sono le promesse fatte dai vari direttori succedutisi nel tempo alla testa del Dipartimento del territorio, poi puntualmente disattese, che sembravano però infine potersi concretizzare nel progetto di circonvallazione. Ora però, in maniera del tutto inaspettata, per bocca dello stesso Zali, la citata opera presenta delle criticità e si deve quindi ricorrere alla valutazione di un tracciato alternativo che, tradotto, significa perdere anni, tanti anni, dimenticando i malcantonesi, la loro salute e la loro qualità di vita».

Abbiamo voluto ritornare sulle critiche piovute adosso al direttore del Territorio, per affrontare la discussione in atto sulla mobilità nel Luganese con tre persone al fronte, che si impegnano (nei rispettivi ruoli istituzionali) a trovare risposte che possano pilotare il traffico verso un modello sostenibile.

Thierry Morotti, sindaco di Agno

Nel mese di settembre la Conferenza dei Sindaci del Malcantone ha scritto al ministro Claudio Zali di costituire una task force che raduni allo stesso tavolo: Dipartimento del territorio, Ufficio federale dei trasporti, Commissione regionale dei trasporti del Luganese, Ente regionale di sviluppo del Luganese e una rappresentanza dei Sindaci del Malcantone. Ad oggi purtroppo non abbiamo ancora ricevuto una risposta. All’interno degli uffici dipartimentali si mormora che la Conferenza dei Sindaci non è un organo «ufficiale» e quindi non degno di una risposta. Ricordo però al Dipartimento del territorio che noi Sindaci rappresentiamo 25’000 abitanti di un’intera regione oramai al collasso viario, dove rumori e smog stanno mettendo a repentaglio la nostra salute. Ad Agno abbiamo 30’000 passaggi giornalieri di veicoli, se pensiamo che nel tunnel del San Gottardo i passaggi veicolari sono appena 26’000... Un disastro viario senza precedenti! Il 18 novembre prossimo sarà costituita l’Associazione denominata «Conferenza dei Sindaci del Malcantone» così speriamo che il Dipartimento del territorio avrà la cortesia di rispondere ad un organo legalmente riconosciuto.

Paolo Pagnamenta, granconsigliere PLR

Per riuscire a migliorare la mobilità del Luganese, problematica che troviamo in molte altre realtà dove vi è sviluppo economico, è necessario essere consapevoli del fatto che il traffico genera costi. Per il cittadino con conseguenze indirette sulla salute e la qualità di vita mentre per le aziende con conseguenze dirette sui costi di trasporto.

Per risolvere i problemi della mobilità devono quindi essere individuate valide misure coordinate dall’ente pubblico lavorando su più fronti con obiettivi a medio-lungo termine. Con la mozione «Liberi di muoversi: destiniamo i 5 milioni di eccedenze bonus/malus alla mobilità aziendale e a progetti di ottimizzazione della mobilità privata» dell’8 giugno 2015 e l’interrogazione «Quale strategia per migliorare la viabilità e la vivibilità in Ticino?» del 16 settembre 2015, entrambe presentate da Nicola Pini, il PLR si è fatto promotore di molteplici proposte tra le quali possiamo citare: creare un tavolo della mobilità, elaborare dei progetti di P+R alla frontiera, valutare l’introduzione del mobility pricing, incoraggiare il lavoro da casa o a orari flessibili, realizzare la fibra ottica per ridurre gli spostamenti fisici, ottimizzare la mobilità scolastica, favorire il car-pooling o incentivare la mobilità aziendale. Per soluzioni a lungo termine invece l’ente pubblico deve sviluppare validi ed innovativi concetti di trasporto pubblico che possano integrarsi nel tessuto urbano e paesaggistico senza entrare in conflitto con il trasporto privato.

Fabio Schnellmann, granconsigliere e presidente di Ticino Cycling

Premetto subito una cosa, ossia che per migliorare la situazione ciclabile nel Luganese occorre innanzitutto una forte volontà politica. Questa oggi sembra essere più presente che decine d’anni fa ed i primi risultati iniziano infatti a farsi vedere. Se la periferia sta godendo sempre più di piste o corsie ciclabili, il centro di Lugano presenta ancora alcune lacune. Specificatamente il Lungolago, che è l’unica arteria che porta a sud della Città, non ha ancora una vera e propria soluzione definitiva e si spera a breve che il nuovo progetto che prevede il passaggio delle biciclette su una parte del marciapiede a lago veda la luce. E’ risaputo che buona parte di chi utilizza la vettura nei centri urbani non supera mai i 3-4 chilometri, questa distanza può essere percorsa tranquillamente con una bici tradizionale o rispettivamente con la sempre più in voga e-Bike. Mettendo in condizioni di sicurezza il ciclista anche nei centri cittadini con adeguate piste o corsie ciclabili, andremmo a diminuire sensibilmente pure il traffico automobilistico sensibilizzando le 2 ruote a tutto vantaggio di una miglior qualità di vita e soprattutto di una migliore qualità dell’aria. La strada intrapresa è quella giusta, occorre solo avere più coraggio.

 

Mobilità dei dati

Per affrontare al meglio le sfide della mobilità fisica

La mobilità è al centro dell’agenda politica del PLR. Lo hanno ricordato Paolo Pagnamenta e Fabio Schnellmann quando parlano delle molteplici proposte di cui il partito si è fatto promotore per migliorare la viabilità e la vivibilità su tutto il territorio cantonale. La fibra ottica e le piste ciclabili sono due elementi chiave dell’azione politica del PLR, e sono anche due dei cavalli di battaglia del presidente Rocco Cattaneo che si è dimostrato lungimirante e con lui il partito. La mobilità dei dati rappresenta infatti una sfida importante per il mondo del lavoro di domani, costituisce un fattore abilitante della crescita sostenibile, intelligente ed inclusiva di un Paese. Il PLR ci ha creduto, si è battuto e ha vinto la scommessa. Il Cantone si è infatti deciso per uno studio che dovrà concretizzare il progetto di portare la banda larga in tutte le case del Ticino. Ha un valore strategico sia per gli agglomerati sia per le zone periferiche e di montagna, permettendo lo sviluppo di nuove realtà economiche e sociali, con un considerevole vantaggio territoriale per l’insediamento di attività interessanti e per lo sviluppo del telelavoro, limitando al massimo lo sviluppo di eccessive differenze regionali. L’ampliamento della rete in fibra ottica sin dentro le imprese e le abitazioni permetterà di affrontare al meglio anche le sfide della mobilità fisica. Un abbattimento degli spostamenti per ragioni di lavoro significa diminuire il  traffico e l’inquinamento.
Sulle piste ciclabili basta ricordare che il Dipartimento del territorio ha introdotto «l’autostrada» Lugano-Mendrisio nei progetti cantonali di mobilità su proposta di Rocco Cattaneo.