Soluzioni sostenibili

Mobilità senza contrapposizioni

Editoriale di Luca Albertoni, Opinione Liberale 4 novembre 2016 

Che la mobilità sia un tema caldo e sensibile sul territorio e nel dibattito politico è evidente e pure comprensibile, visto che tocca il quotidiano di tutti noi. Si tratta del resto di un fenomeno di società non esclusivamente ticinese, ma che riguarda, è bene ricordarlo, praticamente tutte le regioni urbane svizzere (per non parlare del resto del mondo). Basti pensare, per fare qualche esempio facile facile e senza scomodare agglomerati particolari, alla situazione dell’A1 tra Zurigo e Berna e Losanna e Ginevra. Non cito a caso la regione del Lago Lemano, perché essa sta affrontando l’annosa questione del sovraccarico di traffico tra la capitale vodese e quella ginevrina con un approccio diverso rispetto alle «tradizioni» degli ultimi anni, cioé sottolineando la complementarietà tra strada e ferrovia.

Come apertamente dichiarato anche dalla consigliera di Stato socialista Nuria Goritte, responsabile delle infrastrutture. Che poi la stessa signora negasse questo principio quando si discuteva del secondo tubo autostradale del San Gottardo è oggi fortunatamente un dettaglio della storia su cui si può anche sorvolare. Resta il fatto che sempre più, giustamente e come ribadito con forza dagli ambienti economici negli ultimi anni, i vari vettori di trasporto non devono più essere messi in contrapposizione ma vanno considerati complementari, come del resto chiaramente riconosciuto anche dalle Ferrovie federali svizzere che, nelle loro strategie puntano molto anche sulla mobilità individuale da e per le stazioni ferroviarie. La sensazione è che in Ticino, purtroppo, non si sia ancora riusciti a superare questo steccato. Non a caso, nel contesto della discussione sulle misure proposte dal governo cantonale per lottare contro l’inquinamento e della decisione di ritirarne alcune, sono subito partiti sproloqui all’indirizzo degli ambienti economici, rei di avere sollevati dubbi giuridici e di efficacia riguardo appunto ad alcuni provvedimenti previsti.

A parte il fatto che le procedure di consultazione servono proprio a questo e che il governo ha considerato legittimi tali dubbi, prima di giudicare in modo grossolano sarebbe stato opportuno leggere le nostre osservazioni, che non hanno messo in dubbio il principio della necessità di intervenire sulla questione del traffico. Ma discutere, senza isterismi né attacchi personali, dei mezzi messi in campo è assolutamente legittimo e ricordare taluni princìpi giuridici, sebbene non sia più molto «trendy» nel nostro Cantone, è un elemento importante per trovare soluzioni che siano sostenibili.

Qualcuno ha azzardato che stiamo difendendo un sistema economico obsoleto e irrispettoso dei cittadini. Peccato che l’unica alternativa proposta sia quella di far chiudere le aziende, che non mi sembra un grande programma di paese. In realtà cerchiamo di contribuire a far sì che le discussioni vertano su una visione complessiva del sistema della mobilità. Questo passa anche per un approccio diverso all’analisi delle caratteristiche di tale sistema, che oggi, grazie agli strumenti elettronici a disposizione, può contare su svariati mezzi che permettono un monitoraggio preciso di quanto succede nell’arco delle 24 ore in tutte le zone del Cantone. Non tenerne contro sarebbe un errore fatale nella ricerca di possibili soluzioni per limitare determinati impatti sul territorio. Altri territori svizzeri l’hanno capito, in Ticino facciamo purtroppo più fatica e siamo ancora troppo legati alle contrapposizioni. E’ un vero peccato.